Capire o Credere?

 

 

CAPIRE O CREDERE?  CREDERE O CONOSCERE E CERCARE DI CAPIRE?

Capire è una funzione fondamentale dell’intelligenza; essa costituisce la fase finale di un processo intellettivo articolato e complesso che parte dall’acquisizione della conoscenza attraverso l’esperienza diretta o utilizzando l’esperienza indiretta derivata da altri soggetti, per mezzo della comunicazione che veicola l’informazione.

Alla conoscenza segue la presa di coscienza valutando ed ordinando gli elementi che identificano l'evento o il fenomeno che si vuole comprendere stabilendo il contributo qualitativo e quantitativo di ciascuno e confrontandoli con gli elementi affini elaborati in precedenza e già presenti in memoria.

La comprensione può però essere conclusa soltanto dopo la determinazione delle cause che sono all'origine dell’evento analizzato. Di questo si conoscono con certezza gli effetti mentre le cause debbono essere ricostruite con un processo di ricerca indiziario di non facile realizzazione.

Gli effetti dell’evento o del fenomeno che vogliamo comprendere possono risultare a noi favorevoli, sfavorevoli o ininfluenti e da essi cerchiamo di risalire alle cause con l’intento di conseguire uno o più dei seguenti obbiettivi:

  1. Tanto per gli effetti favorevoli quanto per quelli sfavorevoli cercare di individuare la concatenazione di eventi precedenti che ne hanno determinato le cause. 
  2. Imparare a riconoscere i sintomi che preludono all’insorgenza delle cause in modo da attuare una strategia di difesa se gli effetti possono risultare dannosi o predisporci a trarne i migliori benefici nel caso siano favorevoli.
  3. Consentirci di evitare nel nostro percorso quelle situazioni dalle quali potrebbero scaturire cause dagli effetti sgradevoli o pericolosi.
  4. Conoscere l’ambiente per valutare le connessioni degli elementi interagenti e prevedere l’insorgenza di eventi a noi favorevoli o sfavorevoli.
  5. Influire sulle cause che possono protrarsi nel tempo per controllarne gli effetti per cercare di attenuarli nel caso  siano sfavorevoli od esaltarli in caso contrario.
  6. Valutare la possibile evoluzione delle cause degli effetti ininfluenti che potrebbero modificarsi in senso favorevole o sfavorevole.

Il processo di comprensione trae origine da un primario impulso di sopravvivenza basato sulla necessità di operare scelte mirate alla ricerca delle condizioni più favorevoli nel rapporto con l’ambiente. E’ stato poi esteso illimitatamente ben oltre i limiti del nostro ristretto ambito vitale, a volte anche a situazioni apparentemente di secondaria importanza o lontanissime nel tempo e nello spazio, per poter prevedere ogni possibile evoluzione esistenziale, oppure per conoscere origine e natura di ogni cosa o di ogni essere vivente.

La facoltà di capire, e come vedremo anche i suoi surrogati,  è talmente connaturata che nelle situazioni più abituali viene esercitata in modo automatico subconscio.

Quando non si possono determinare le cause di un evento, perché remote o derivanti da una successione di circostanze di difficile valutazione, ricorriamo all’ipotesi vale a dire alla costruzione di una o più causE virtualI basate per analogia su indizi derivati da precedenti esperienze diverse assimilabili 

L’ipotesi ha in ogni caso, o dovrebbe avere, validità temporanea perché dovrebbe essere assoggettata a continui aggiornamenti in dipendenza delle successive informazioni che si possono acquisire per migliorare l’accuratezza delle cause virtuali.

Se nelle situazioni abituali l’individuazione delle cause, reali o virtuali, è ottenuta direttamente da ciascuno di noi in modo sufficientemente approssimato, nelle situazioni che escono dalla nostra esperienza quotidiana ci appoggiamo ad altri che, operando in ambienti diversi orientati alla soluzioni di problemi più approfonditi, ci possono fornire gli elementi che direttamente non abbiamo potuto rilevare.

In ogni caso, tanto per le cause reali che per le ipotesi che ci vengono da altri, deve essere sempre verificabile il percorso che ne ha determinata la scoperta ed è possibile accettarle o rifiutarle a seconda dell’affidabilità del percorso seguito.

Alla funzione di capire si contrappone la facoltà di credere.

credere significa costruire una o più causE virtualI per eventi, in questo caso reali o presunti, per i quali non è possibile determinare la causa effettiva, analogamente a quanto avviene per l’ipotesi. Ma mentre l’ipotesi poggia su elementi indiziari la cui affidabilità è stata accertata per similitudine ad altre circostanze e soggetti a revisione continua, si può credere senza che vi sia alcuna connessione con elementi reali ed anche in palese contrasto con indizi accertati, oppure costruire una serie di cause virtuali basate su indizi o concatenazioni di indizi non congruenti.

Più che determinare delle cause virtuali ipotetiche aggiornabili, credere fornisce risposte che hanno la caratteristica di causE ILLUSORIe non assoggettabili ad alcuna verifica attendibile. Si aggiunga che la predisposizione a credere fideisticamente induce ad accettare le più inverosimili illusioni che obnubilano la mente fino ad annullare la capacità di percepire la realtà con la tendenza a mistificarla, o ad accettare qualsiasi mistificazione, quando la sua evidenza non può più essere ignorata. Valga come esempio recente la mistificazione dell’evoluzionismo con le distorsioni che si cercano di introdurre per ripristinare in qualche modo il creazionismo.

Atteggiamenti più difficili, ma non impossibili, da comprendere sono la tendenza missionaria, l’intolleranza, il fanatismo da parte di chi sostituisce la fede alla ragione, la fiducia immotivata ma assoluta nelle risposte emotive più facili e soddisfacenti. La fede è, nella sua estrema espressione, l’incapacità di accettare la realtà rifugiandosi in un mondo ideale di sogni che qualsiasi contatto, anche col più larvato concettualismo fondato, può smantellare privando chi crede di ogni base esistenziale. Si aggiunga che la fede si presta ad ogni più  perversa manipolazione verso le quali chi la pratica come norma assoluta di vita è totalmente indifeso. Restando all'esterno dell'area fideistica possiamo constatare gli effetti della manipolazione più spregiudicata spinta sino alle estreme tendenze criminali nella irregimentazione fanatica e terroristica sia in ambito religioso che politico che ha sempre come motivazione l'esercizio del potere.  

Tra il capire, formulare delle ipotesi, o il credere esiste una rosa pressoché illimitata di sfumature che a seconda del soggetto e delle circostanze a cui si applicano ne esaltano o minimizzano il valore influendo sui nostri comportamenti.

A noi compete la scelta tra il cercare risposte certe e verificabili, magari provvisorie ma migliorabili, oppure ritenerci soddisfatti e realizzati da una illusione rassicurante e consolatoria.

La conoscenza dipana di fronte ai nostri occhi una realtà meravigliosa purché si abbia il coraggio di guardarla senza porci domande puerili e cercare soddisfazione in facili ed illusorie risposte. Le sfide che si debbono affrontare per comprenderla ripagano tutti i nostri sforzi e consolano la nostra solitudine più di qualsiasi arrogante sogno.